Frontex ed Europol si impegnano a fornire un maggiore accesso ai documenti

Frontex ed Europol
News

In una lettera inviata al Mediatore Europeo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha affermato che verrà predisposto un sistema centrale di gestione dei documenti consultabile pubblicamente entro la fine dell’anno.

In una lettera inviata al Mediatore Europeo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha affermato che verrà predisposto un sistema centrale di gestione dei documenti consultabile pubblicamente entro la fine dell’anno.
Dal canto suo, l’Agenzia per lotta al crimine nell’Unione Europea (Europol) ha reso nota la volontà di migliorare il proprio registro attraverso una strategia di pubblicazione proattiva dei documenti.

L’impegno delle due Agenzie è arrivato dopo alcune sollecitazioni avanzate dall’associazione no profit Statewatch, che aveva evidenziato, a partire da 2012, come né Frontex né Europol si fossero dotate di un registro pubblico completo dei documenti, come previsto dal Regolamento n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

Una vicenda analoga, sempre su iniziativa di Statewatch, aveva portato la la banca dati europea per la giustizia e gli affari interni (Eu-Lisa) a istituire nel 2019 un registro pubblico dei documenti.

Di recente, il Mediatore Europeo ha ribadito che le agenzie per la giustizia e gli affari interni pur operando “in aree particolarmente sensibili” devono tuttavia applicare alcuni principi derivanti dal regolamento del 2001 per “consentire alle persone di identificare i documenti a cui desiderano richiedere l’accesso pubblico”, fra cui l’obbligo di “mantenere un registro pubblico dei documenti che sia di facile utilizzo, completo e aggiornato in modo tempestivo, a seguito di una valutazione caso per caso del fatto che ogni documento prodotto o detenuto dall’agenzia dovrebbe essere inserito nel registro, in conformità con le eccezioni previste dal regolamento”.

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Osservatorio

Monitoraggio

Report, dati e infografiche sull’attuazione del FOIA

Richieste FOIA ricevute per Ministero
Triennio 2017-2019
Sentenze TAR per Regione dal 2017 al 2020
Distribuzione territoriale

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In una lettera inviata al Mediatore Europeo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha affermato che verrà predisposto un sistema centrale di gestione dei documenti consultabile pubblicamente entro la fine dell’anno.

In una lettera inviata al Mediatore Europeo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha affermato che verrà predisposto un sistema centrale di gestione dei documenti consultabile pubblicamente entro la fine dell’anno.
Dal canto suo, l’Agenzia per lotta al crimine nell’Unione Europea (Europol) ha reso nota la volontà di migliorare il proprio registro attraverso una strategia di pubblicazione proattiva dei documenti.

L’impegno delle due Agenzie è arrivato dopo alcune sollecitazioni avanzate dall’associazione no profit Statewatch, che aveva evidenziato, a partire da 2012, come né Frontex né Europol si fossero dotate di un registro pubblico completo dei documenti, come previsto dal Regolamento n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

Una vicenda analoga, sempre su iniziativa di Statewatch, aveva portato la la banca dati europea per la giustizia e gli affari interni (Eu-Lisa) a istituire nel 2019 un registro pubblico dei documenti.

Di recente, il Mediatore Europeo ha ribadito che le agenzie per la giustizia e gli affari interni pur operando “in aree particolarmente sensibili” devono tuttavia applicare alcuni principi derivanti dal regolamento del 2001 per “consentire alle persone di identificare i documenti a cui desiderano richiedere l’accesso pubblico”, fra cui l’obbligo di “mantenere un registro pubblico dei documenti che sia di facile utilizzo, completo e aggiornato in modo tempestivo, a seguito di una valutazione caso per caso del fatto che ogni documento prodotto o detenuto dall’agenzia dovrebbe essere inserito nel registro, in conformità con le eccezioni previste dal regolamento”.

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In una lettera inviata al Mediatore Europeo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha affermato che verrà predisposto un sistema centrale di gestione dei documenti consultabile pubblicamente entro la fine dell’anno.

In una lettera inviata al Mediatore Europeo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha affermato che verrà predisposto un sistema centrale di gestione dei documenti consultabile pubblicamente entro la fine dell’anno.
Dal canto suo, l’Agenzia per lotta al crimine nell’Unione Europea (Europol) ha reso nota la volontà di migliorare il proprio registro attraverso una strategia di pubblicazione proattiva dei documenti.

L’impegno delle due Agenzie è arrivato dopo alcune sollecitazioni avanzate dall’associazione no profit Statewatch, che aveva evidenziato, a partire da 2012, come né Frontex né Europol si fossero dotate di un registro pubblico completo dei documenti, come previsto dal Regolamento n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

Una vicenda analoga, sempre su iniziativa di Statewatch, aveva portato la la banca dati europea per la giustizia e gli affari interni (Eu-Lisa) a istituire nel 2019 un registro pubblico dei documenti.

Di recente, il Mediatore Europeo ha ribadito che le agenzie per la giustizia e gli affari interni pur operando “in aree particolarmente sensibili” devono tuttavia applicare alcuni principi derivanti dal regolamento del 2001 per “consentire alle persone di identificare i documenti a cui desiderano richiedere l’accesso pubblico”, fra cui l’obbligo di “mantenere un registro pubblico dei documenti che sia di facile utilizzo, completo e aggiornato in modo tempestivo, a seguito di una valutazione caso per caso del fatto che ogni documento prodotto o detenuto dall’agenzia dovrebbe essere inserito nel registro, in conformità con le eccezioni previste dal regolamento”.

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In una lettera inviata al Mediatore Europeo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha affermato che verrà predisposto un sistema centrale di gestione dei documenti consultabile pubblicamente entro la fine dell’anno.

In una lettera inviata al Mediatore Europeo, il Direttore Esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha affermato che verrà predisposto un sistema centrale di gestione dei documenti consultabile pubblicamente entro la fine dell’anno.
Dal canto suo, l’Agenzia per lotta al crimine nell’Unione Europea (Europol) ha reso nota la volontà di migliorare il proprio registro attraverso una strategia di pubblicazione proattiva dei documenti.

L’impegno delle due Agenzie è arrivato dopo alcune sollecitazioni avanzate dall’associazione no profit Statewatch, che aveva evidenziato, a partire da 2012, come né Frontex né Europol si fossero dotate di un registro pubblico completo dei documenti, come previsto dal Regolamento n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

Una vicenda analoga, sempre su iniziativa di Statewatch, aveva portato la la banca dati europea per la giustizia e gli affari interni (Eu-Lisa) a istituire nel 2019 un registro pubblico dei documenti.

Di recente, il Mediatore Europeo ha ribadito che le agenzie per la giustizia e gli affari interni pur operando “in aree particolarmente sensibili” devono tuttavia applicare alcuni principi derivanti dal regolamento del 2001 per “consentire alle persone di identificare i documenti a cui desiderano richiedere l’accesso pubblico”, fra cui l’obbligo di “mantenere un registro pubblico dei documenti che sia di facile utilizzo, completo e aggiornato in modo tempestivo, a seguito di una valutazione caso per caso del fatto che ogni documento prodotto o detenuto dall’agenzia dovrebbe essere inserito nel registro, in conformità con le eccezioni previste dal regolamento”.

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