FOIA in azione. AGCOM rende accessibili i report sulla presenza dei politici in radio e televisione

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L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha deliberato nuove modalità per l’accesso ai dati di monitoraggio relativi alle presenze televisive e radiofoniche di politici e di cariche istituzionali.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha deliberato nuove modalità per l’accesso ai dati di monitoraggio relativi alle presenze televisive e radiofoniche di politici e di cariche istituzionali. In particolare, tenuto conto del quadro legislativo in materia di open data, si è stabilito di procedere con cadenza trimestrale alla pubblicazione sul proprio portale istituzionale dei dati elementari in formato XML.

Più in generale, l’Autorità “ha deciso di dedicare una nuova sezione del sito alla pubblicazione dei report relativi ai tempi dei soggetti politici e istituzionali rilevati mensilmente nei notiziari e nei programmi di approfondimento, secondo una nuova forma grafica unitamente ad ulteriori elaborazioni ancorate a dati di ascolto, target di pubblico e argomenti trattati, allo scopo di offrire nuovi e sempre aggiornati strumenti di analisi circa l’andamento dell’informazione televisiva e radiofonica”.

Cambia, quindi, il monitoraggio del pluralismo politico-istituzionale in tv: l’Agcom, oltre a calcolare in modo preciso i tempi dedicati a un determinato soggetto o forza politica in tg e talk show, terrà conto anche dei dati di ascolto, dei target di pubblico e degli argomenti trattati.

Per raggiungere questo risultato, però, è stato necessario attendere le decisioni giudiziarie sulle iniziative promosse dall’Associazione Copernicani, che, a partire dall’aprile 2019, aveva portato avanti una battaglia legale nei confronti dell’Autorità per ottenere i dati di audience in formato non aggregato.

Dopo i primi dinieghi da parte dell’Agcom, che aveva ritenuto la richiesta manifestamente irragionevole e idonea a ledere il principio di buon andamento dell’amministrazione, l’Associazione ha deciso di ricorrere al TAR Lazio. Il Tribunale regionale, con sentenza n 2811 del 3 marzo 2020 ha stabilito che l’accesso civico generalizzato non può essere negato in quanto i dati richiesti coincidono, in sostanza, con quelli oggetto delle rilevazioni commissionate dall’Autorità a una società specializzata (la Geca), essendone dunque in possesso.

I giudici amministrativi, inoltre, hanno sottolineato che nella fattispecie in esame “non ricorre il caso in cui l’accesso civico generalizzato può essere negato in quanto intralcia l’azione amministrativa dell’ente ostensore, come può accadere nei casi di richieste massive e se questo diritto è adoperato in modo distorto, […] in quanto l’Agcom non dovrà assumersi altro onere che fornire al ricorrente il database consegnato dalla società Geca”, potendo in ogni casi ricorrere al c.d. dialogo collaborativo col richiedente.

Foia in azione è la rubrica del Centro di Competenza FOIA che raccoglie una selezione di pratiche di utilizzo dell’accesso civico generalizzato per leggere altri casi ed esperienze, clicca qui.

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